Olio nuovo in Sicilia: quando arriva e dove assaggiarlo

Olio nuovo in Sicilia: quando arriva e dove assaggiarlo

L'olio nuovo in Sicilia arriva con la raccolta delle olive, che nel trapanese si concentra tra ottobre e dicembre: novembre è il mese in cui i frantoi lavorano a pieno ritmo e l'extravergine appena franto si trova nelle botteghe e sulle tavole. Le varietà simbolo della provincia sono la Cerasuola e la Nocellara del Belice, alla base della DOP Valli Trapanesi, il cui disciplinare fissa la raccolta entro il 30 dicembre e la molitura entro due giorni.

Olio nuovo in Sicilia: quando arriva e dove assaggiarlo

Per chi visita la Sicilia occidentale in autunno, l'olio nuovo è uno dei motivi più concreti per scegliere questa stagione: si assaggia sul pane caldo, si compra direttamente da chi lo produce e racconta un paesaggio fatto di oliveti tra il mare e le colline dell'entroterra.

Olio nuovo in Sicilia: quando arriva e dove assaggiarlo

Quando arriva l'olio nuovo in Sicilia occidentale

La raccolta segue la maturazione delle olive. Il momento preferito per gli oli di qualità è l'invaiatura, quando la buccia comincia a passare dal verde al violaceo: le olive danno meno resa, ma un olio più ricco di profumi e di polifenoli, quelli responsabili delle note amare e piccanti.

Nel trapanese le prime olive si raccolgono già in ottobre, novembre è il cuore della stagione e i lavori proseguono fino a dicembre. Il disciplinare della DOP Valli Trapanesi stabilisce che la raccolta avvenga nella fase di seminvaiatura e non oltre il 30 dicembre di ogni campagna. Le olive, inoltre, devono essere molite entro due giorni dalla raccolta. Il calendario reale cambia ogni anno con il clima, quindi conviene chiedere al frantoio o all'azienda quando sono previste le prime spremiture.

Se state ancora decidendo il periodo del viaggio, nella nostra guida alla Sicilia a novembre tra clima e cose da vedere trovate cosa aspettarvi dal meteo e come organizzare le giornate.

Olio novello e olio nuovo: c'è differenza?

Nel linguaggio comune sono sinonimi: entrambi indicano l'olio appena prodotto, venduto e consumato nelle settimane successive alla spremitura. La dicitura "olio novello" non ha però un valore legale preciso, a differenza di quanto accade per il vino novello, per cui in etichetta conta più la data di raccolta o di produzione.

L'olio appena franto si riconosce facilmente. Spesso è velato o torbido, perché non ancora filtrato, ha un colore verde intenso e in bocca è deciso: amaro e piccante sono più marcati che nei mesi successivi e tendono ad ammorbidirsi con il tempo. Non sono difetti, ma il segno di un olio fresco e ricco di sostanze antiossidanti.

Proprio perché non filtrato, l'olio nuovo va consumato in tempi relativamente brevi. Tenetelo lontano da luce e calore, in un contenitore ben chiuso. Se lo portate a casa, scegliete bottiglie scure o latte.

Gli oli del trapanese: Cerasuola, Nocellara e le DOP

La DOP Valli Trapanesi

È la denominazione che copre buona parte della provincia: tra i comuni della zona di produzione ci sono Trapani, Erice, Valderice, Paceco, Custonaci, San Vito Lo Capo, Marsala e Mazara del Vallo. L'olio deve essere ottenuto per almeno l'80% da Cerasuola e Nocellara del Belice. Il disciplinare lo descrive verde con riflessi giallo oro, con un profumo netto di oliva e toni erbacei e un sapore fruttato con una leggera sensazione di amaro e di piccante.

La Nocellara del Belice

Nella Valle del Belice, verso Castelvetrano, Partanna e Campobello di Mazara, la regina è la Nocellara del Belice, una varietà a doppia attitudine: dà un olio intenso e un'oliva da tavola grande e polposa, tutelata da una propria DOP. L'extravergine a base di Nocellara ha una sua denominazione, la DOP Valle del Belice, con almeno il 70% di questa cultivar. Al naso ricorda il pomodoro verde, l'erba tagliata e il carciofo.

La Cerasuola

È la varietà più legata all'area occidentale della provincia, tra Trapani, Marsala e l'entroterra. Dà oli fruttati e strutturati, spesso con un amaro ben presente, ed entra in quasi tutti i blend della zona insieme alla Nocellara.

Dove assaggiare l'olio nuovo nel trapanese

Il modo più diretto è comprarlo dal produttore. Tra novembre e dicembre molti frantoi della provincia vendono olio appena franto e, quando i lavori lo consentono, mostrano le fasi della lavorazione. Le visite non sono sempre organizzate: telefonate prima, perché in piena campagna le giornate in frantoio sono dettate dal ritmo delle consegne.

Per un'esperienza strutturata ci sono le degustazioni in azienda agricola. Nella zona di Castelvetrano, in contrada Latomie, si propone un giro tra oliveti secolari a bordo di un trattore con assaggio di oli e prodotti tipici, in circa due ore e mezza. Ad Alcamo si trova una formula simile, con passeggiata nell'oliveto e degustazione. Prenotate in anticipo e verificate lingue e giorni disponibili.

Infine c'è la tavola. L'olio nuovo si capisce meglio su un cibo semplice: il pane cunzato, la pagnotta condita con olio, pomodoro, acciughe, origano e formaggio, oppure una bruschetta ancora calda con un filo d'olio e un pizzico di sale. Per proseguire il viaggio nei sapori della zona leggete cosa assaggiare nella nostra guida a cosa mangiare a Trapani tra piatti tipici e sapori.

Come organizzare una giornata tra oliveti e frantoi

La provincia è ampia e gli oliveti si trovano in zone diverse, quindi conviene ragionare per aree:

  • Agro ericino e Valderice. Le colline alle spalle della costa sono punteggiate di oliveti, a pochi minuti da Erice: ideali per un'uscita breve.
  • Entroterra di Trapani e Paceco. Facile da abbinare alle saline e al centro storico della città.
  • Valle del Belice. Castelvetrano e Partanna sono la patria della Nocellara: una giornata intera, da combinare con il Parco archeologico di Selinunte.
  • Alcamo e Castellammare. Comodi se arrivate da Palermo o se state andando verso Scopello.

Dal Resort Venere di Erice, a Valderice, il centro di Trapani dista circa 15 minuti e Erice circa 7. La Valle del Belice è più lontana e richiede di mettere in conto la giornata. In ogni caso serve l'auto: la maggior parte delle aziende si trova in campagna, lontano dai collegamenti pubblici.

Chi cerca un itinerario già pronto tra cantine, oli e prodotti del territorio può partire dalla nostra pagina sui tour enogastronomici a Trapani.

L'olio nuovo a tavola, dopo una giornata in campagna

Dopo una giornata tra oliveti e frantoi, il Rubacuori Restaurant con la sua cucina siciliana di pesce è il posto dove ritrovare gli stessi sapori in forma di piatto: la cucina punta sulla tradizione e sui gamberi rossi di Mazara, Presidio Slow Food, accompagnati da una selezione di vini locali e internazionali.

Le giornate di novembre sono miti ma si accorciano presto. Al rientro la piscina interna riscaldata a 30 °C dell'Aqva di Venere Spa con sauna e hammam è il modo più semplice per chiudere la giornata, prima di cena. E al mattino, dalle camere con vista sul Golfo di Cornino, si vede la baia dall'alto prima di ripartire verso l'entroterra.

Olio nuovo in Sicilia: quando arriva e dove assaggiarlo
Domande frequenti sull'olio nuovo in Sicilia

Un autunno da assaggiare, con base a Valderice

Novembre è il mese giusto per conoscere il trapanese attraverso il suo olio: campagne verdi, frantoi in attività e un clima ancora mite. Per un fine settimana tra oliveti, Erice e benessere, il pacchetto Venere Relax & Wellness con percorso spa, massaggio e cena gourmet riunisce una notte, il percorso spa, il massaggio e la cena. Date e disponibilità si controllano nella pagina per prenotare il soggiorno al Resort Venere di Erice.

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